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Nel 1530 moriva Alessandro Gonzaga di Novellara, discendente di Feltrino Gonzaga condottiero che assicurò l’indipendenza di Novellara e Bagnolo nel 1371. I figli di Alessandro, Francesco, Camillo, Alfonso e il fratello Giulio Cesare, chiesero all’imperatore di Spagna Carlo V la riconferma di privilegi e dei diritti che i loro precedessori avevano ottenuto per i loro meriti.
Nel 1533 il 6 aprile, Carlo V esaudì le loro richieste, aggiungendo il privilegio di battere moneta.
Tra il 1559 e 1560, fu affidato l’incarico di aprire la zecca a Novellara a Giovanni Antonio Signoretti, maestro e conduttore della vecchia zecca di Reggio.
I Conti Gonzaga destinarono alcuni locali della Rocca all’allestimento dello zecca, dove fino agli anni 60 del 1900 si conservava ancora il camino nel quale venivano fusi i metalli usati. Successivamente il camino fu demolito, perché pericolante.
Accresciute le esigenze, fu concesso l’uso di una casa costruita agli inizi del 1500, entro il perimetro difensivo delle fosse della rocca. La direzione di tale zecca fu affidata al Signoretti e successivamente nel 1574 a Messer Pastorino da Siena; pittore su vetro, medaglista e incisore di cornici, maestro incisore anche a Parma, a Reggio, Ferrara e Bologna.
A Novellara, come in tutti gli altri stati, era in vigore il sistema “bimetallico”, con circolazione di due tipi di moneta: le “specie pregiate”, conii d’oro e d’argento , impegnate sul mercato internazionale, le “specie di scarso pregio”, pezzi di rame usate sul mercato locale. Oltre a queste, esistevano monete immaginarie: le monete di “conto”, che servivano come unità di misura per uniformare i valori delle monete circolanti, a Novellara si usava la “lira mantovana”.
Fervida fu anche l’attività medaglistica dei Conti di Novellara, che in ricorrenza di avvenimenti lieti o importi coniavano medaglie ricordo, esempio per il matrimonio tra Camillo I e Barbara Borromeo nel 1555 venivano coniati due medaglie in bronzo.
Durante il governo di Alfonso II la Rocca fu il ritrovo abituale di alti prelati , nobili e ambasciatori e Re. Abbellì il paese, aumentò il patrimonio della famosa biblioteca e fece coniare nella sua zecca nuove monete. Questo fu il periodo più importante, tappa decisiva per la zecca di Novellara.
A partire dal 1678, anno della morte di Alfonso II, mancando notizie precise sull’attività della zecca è probabile che fosse stata chiusa.
A fine seicento una profonda crisi sconvolse l’Europa. Per la pianura padana reggiana il periodo più difficile inizia nel 1701 con le invasioni francesi. Nel 1728, il 22 dicembre, furono sequestrati tutti i beni dei Gonzaga di Novellara. Tra il 5 e il 6 agosto 1729 vennero smantellate le attrezzature della zecca: conii, sigilli, punzoni. Con questo atto si concluse la storia della zecca e dei Conti Gonzaga di Novellara.